Contemplando la realtà dell’umanità e della natura in questo momento storico, nessuno mi si avvicini con i soliti retorici discorsi sull’ONU, sull’OTAN e sulla politica militarista dell’Unione Europea. Li so già. Riconosco la distruzione e il dolore di gran parte dell’umanità, della terra e dei mari. Ogni angolo di questo spazio mondo sembra essere occupato da armi falliche (aeri, navi, droni e quant’altro). Tutti mezzi di distruzione a immagine e somiglianza di questi malvagi patriarchi. Sono profondamente indignata verso di loro e davvero non li posso più vedere. Così come sono indignata con tutte quelle donne che con loro creano strani patti nella quotidianità, nella politica, nel giornalismo, nella cultura e nella religione. Non le capisco. Questi signori da Oriente a Occidente, stanno facendo solo stragi, non li supporto più, come non sopporto più chi vuole aver sempre ragione. Anche questa è una pratica del patriarcato. Tutte queste cose le so; così come so delle menzogne di molti governanti e del folle odio e della frustrazione di altri che ripetono come pappagalli sempre le stesse parole. Ma se nelle prime ore dell’alba o nelle ultime della sera, quando la stella annuncia la venuta del giorno o quella della notte, apparisse nella mia stanza un angelo, subito guarderei il suo aspetto e i suoi lineamenti. Se fosse il solito angelo maschile (Gabriele, Raffaele, Michele, ecc.) non gli crederei. Sì, davvero, basta con l’attribuire a questi esseri di luce il sesso che ha creato l’ordine fallico fin dagli inizi della storia. Ma se venisse un’angela come quella delle numerose annunciazioni di fra Angelico (1395-1455), dalle ali sfumate e multicolori, rivestita di tenui colori rosa e con viso femminile come quello delle donne medievali, allora le crederei. Da quest’angela potrei accettare qualsiasi rivelazione e ispirazione di nuove possibilità. Per ora non è venuta e allora taccio e aspetto, non voglio unirmi a nessun coro di sdegno, né ad alcuna minaccia di rovesciamento dell’ordine costituito. Anche perché so che dove c’è un ordine costituito dietro le quinte c’è un patriarca o molti. Io aspetto solo soluzioni con le ali, per questo non voglio guardare la realtà presente avendo nella testa solo l’eco delle cose che già sconosco. Vorrei avere negli occhi solo le sfumature di luce della possibilità che ancora non conosco. È un lusso e forse perdo tempo, come molti e molte mi dicono o pensano. Per il momento io cerco di restare immobile per non cadere nelle reti della retorica della pace. Preferisco aspettare che venga un’angela essere di luce, o purpurea come descritta dal mistico iraniano sufi Sohravardî. Il resto è solo frutto della nostra ragione, ma io aspetto e cerco l’inimmaginabile.